PALAZZO HARRIS

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STORIA, BELLEZZE, TERME

ABBAZIA di MONTECASSINO

L’Abbazia di Montecassino fu fondata da S. Benedetto nell’anno 529, trasformando un tempio pagano in monastero e dedicandolo a S. Martino. In questo luogo sacro, testimone di santità, di cultura e di arte, S. Benedetto scrisse la Regula Monachorum e morì il 21 marzo del 547. I resti di S. Benedetto e di S. Scolastica, riposano sotto l’altare maggiore della Basilica. L’Abbazia di Montecassino è stata distrutta nel 577 dai Longobardi, nell’833 dai Saraceni e nel 1349 da un terremoto. Nulla ancora a confronto della distruzione del 15 febbraio 1944, quando a seguito di un violentissimo bombardamento, Montecassino fu ridotto ad un cumulo di macerie. Quanto oggi è possibile ammirare è dovuto all’Abate Rea, che volle ricostruire l’Abbazia secondo il programma “dov’era, com’era” e allo stato Italiano che elesse la sua ricostruzione a simbolo della rinascita.

CERTOSA di TRISULTI - COLLEPARDO

Una prima abbazia benedettina fu fondata nel 996 da san Domenico di Sora: di essa restano alcuni ruderi a poca distanza dall'odierno complesso. L'abbazia attuale fu costruita nel 1204 nei pressi della precedente, ma in un sito più accessibile, per volere di papa Innocenzo III dei conti di Segni e fu assegnata ai Certosini. La chiesa abbaziale di San Bartolomeo fu consacrata nel 1211. Il nome Trisulti deriva dal latino tres saltibus che è il nome con cui veniva chiamato un castello del XII secolo gestito dai Colonna e che dominava i tre valichi (i "salti") che immettevano rispettivamente verso l'Abruzzo, verso Roma e verso la Ciociaria. Tale castello è andato distrutto, ne rimangono alcune rovine. In seguito il nome si estese a tutta la zona situata su tre appendici (tres saltibus) del monte Rotonaria. Il complesso nel corso dei secoli è stato ampliato e modificato più volte, e si presenta attualmente con forme essenzialmente barocche. Nel 1947 è passato alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari. Famosa è l'antica farmacia del monastero, del XVIII secolo, costituita da vari ambienti e decorata con realistici trompe-l'œil di ispirazione pompeiana e presenta arredi settecenteschi. Nella farmacia si possono vedere i vasi in cui erano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti.Interessante il giardino antistante la farmacia in cui le siepi di bosso ripropongono forme animali: un tempo era l'orto botanico.

ABBAZIA di CASAMARI - VEROLI

L'abbazia di Casamari è uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. Fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. Si trova nel territorio del comune di Veroli, in provincia di Frosinone. L'abbazia di Casamari è divenuta nel tempo sede di varie attività che vedono impegnati i monaci oltre che nella preghiera, anche nell'insegnamento presso l'Istituto San Bernardo, fondato nel 1898 internamente all'abbazia; inoltre gestiscono la farmacia, la liquoreria, il restauro dei libri, la biblioteca e il museo archeologico. La farmacia interna è composta di un erbarium botanicum o hortus botanicus e di un armarium pigmentariorum la cui data di fondazione è incerta, ma si ipotizza il 1760. La liquoreria interna è stata ideata fra il Settecento e l'Ottocento; un tempo i monaci fabbricavano anche le bottiglie. La tipografia interna è stata inaugurata nel 1954 e stampa anche testi scolastici. Il museo e la pinacoteca sono situati nella parte opposta alla chiesa partendo dal chiostro. Le sale duecentesche ospitano vari reperti tra cui spicca il resto di una zanna di elephas o Mammuthus meridionalis (sorta di elefante o mammuth nano presente nella nostra penisola in epoca glaciale), oltre ad alcuni reperti di epoca romana.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE CASSINO

Il Museo di Cassino è situato all’interno della città romana e costruito negli anni settanta dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio. Ha una superficie di circa 300 mq e 3 sale espositive con reperti che vanno dalla prima età del ferro all’epoca romana. I materiali esposti sono stati rinvenuti in Cassino e nella sua immediata vicinanza. Sotto il piano del museo è stato recentemente realizzato il Lapidarium, dove è possibile ammirare antiche mura ed epigrafi ritrovate nell’area archeologica.

ACROPOLI di ALATRI

L'Acropoli di Alatri, nota localmente come Civita, è posta nel cuore del centro storico di Alatri, sulla cima del colle su cui sorge la città, a 502 m s.l.m. La rocca è cinta da mura in opera poligonale, dette mura ciclopiche, nelle quali si aprono due porte. La storicizzazione della costruzione delle mura è controversa, l'archeologo francese Louis Charles François Petit-Radel (1756-1836) pose la datazione della fondazione di Alatri prima della Seconda Colonia Pelasgica, risalente al 1539 a.C., mentre la scienza archeologica ha sostenuto l'origine ernica e la complessiva ristrutturazione in età romana, mentre alcuni studiosi le collocano al VI secolo a.C., altri ben quattro secoli prima; l'archeologo Filippo Coarelli ha proposto una datazione al IV-III secolo a.C..

ACROPOLI di ARPINO

L'Acropoli di Arpino è un sito archeologico prossimo al centro abitato di Arpino, uno dei più importanti per la conoscenza dell'architettura megalitica del Lazio meridionale, non solo per la grande estensione delle mura ma anche per la loro vetustà, maggiore di quella di altri siti (collocabile secondo alcuni in piena età del ferro, VIII/VII secolo a.C.)

TEATRO ROMANO CASSINO

Il teatro è situato all’interno dell’antica città di Casinum, di forma semicircolare ed una ampiezza di mt. 53,50 è di epoca augustea stante il ritrovamento di una statua dell’imperatore e di epigrafi riguardanti i due nipoti. La cavea è divisa in quattro settori e separati appaiono anche la “summa cavea” di sette gradini e la “ima cavea” di tredici. La zona dell’orchestra era divisa dall’ima cavea da un parapetto in pietra, del quale restano poche lastre. La parte superiore era destinata all’ingresso degli spettatori per mezzo di una galleria coperta, ancora visibile. Il teatro fu riportato alla luce nel 1936 e restaurato una prima volta nel 1959 ed è ancora oggi oggetto di continui restauri. Attualmente è luogo incantevole utilizzato per spettacoli estivi di teatro classico e di arte varia.

ROCCA JANULA CASSINO

La Rocca Janula fu fatta costruire dall’Abate Aligerno nella seconda metà del secolo X, quando ancora non esisteva la città di S. Germano, per creare una difesa contro le frequenti aggressioni. La stessa rocca fu potenziata dall’Abate Mansone e successivamente dall’Abate Gerardo che la consolidò e fece costruire la torre centrale, alta oltre 20 mt., e una cappella. La Rocca Janula ha subito gravi danni durante i bombardamenti del 1944, che distrussero completamente l’Abbazia e la Città di Cassino. In questi anni è stata ristrutturata ed è ancora oggetto di lavori da parte del Ministero dei Beni Culturali

HISTORIALE DI CASSINO

Historiale di Cassino 800 mq di superficie allestita, 10 km di cavi, 120 mq di “grandi schermi”, 22 monitor, 32 lettori DVD, 7 videoproiettori, 8 sistemi di programmazione audio-video, 65 casse audio, 250 m. di binari sospesi, 280 sorgenti luminose, 1 teatro ottico, 1 testa parlante. Dicevamo: non è un museo, non è una mostra, non è un film. Con il concetto tradizionale di museo condivide la concentrazione dell’esperienza in uno spazio fisico. Con un allestimento moderno ha in comune un pensiero scenografico e didattico. Dal cinema prende un certo linguaggio immaginifico e la capacità di raccontare attraverso le emozioni. Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale all’indirizzo: museohistoriale.org

I LUOGHI DELLA MEMORIA

Cimiteri di guerra Le nazioni che presero parte ai combattimenti per Cassino vollero che le migliaia di uomini caduti sulla linea Gustav fossero sepolti nei  luoghi dove combatterono e si sacrificarono. Cassino e i comuni limitrofi accolgono alcuni cimiteri di guerra presso i quali si recano in pellegrinaggio i parenti, i commilitoni e i compatrioti di questi caduti e dove si tengono cerimonie di commemorazione.

  • Cimitero italiano
  • Cimitero tedesco
  • Cimitero del Commonwealth
  • Cimitero polacco
  • Cimitero francese
  • Cimitero americano

TERME VARRONIANE- CASSINO

I romani costruirono, in Cassino, stabilimenti termali nella zona denominata Monticelli, nei pressi della stazione ferroviaria. In quella zona sgorgano centinaia di sorgenti e l’acqua ha una temperatura costante di quasi 13°. I resti romani ritrovati nel luogo sono della villa di Marco Terenzio Varrone. Le acque limpidissime hanno un basso contenuto minerale e per tale motivo sono considerate terapeutiche risultando particolarmente efficaci per la cura della calcolosi renale e della gotta.

CENTRI BENESSERE per la cura del corpo

CENTRO TERMALE di FIUGGI

La città di Fiuggi è diventata famosa per la sua Acqua di Fiuggi (Fiuggi Water) che scorre dalle sue sorgenti e montagne naturali. L'acqua è stata usata in Italia già nel XIV secolo e famosa per le sue proprietà naturali di guarigione.

L'acqua di Fiuggi è accreditata dall'Istituto Nazionale Sanitario Nazionale per la stimolazione renale e contribuisce a rompere e sciogliere i calcoli renali. [5] Sono stati condotti diversi studi medici e pubblicati in riviste scientifiche italiane, citando prove che Fiuggi è utile per sciogliere i calcoli renali e migliorare la funzionalità renale. Fonte Bonifacio VIII

La Fonte Bonifacio VIII è stata riprogettata dall'architetto Luigi Moretti e realizzata negli anni '70 demolendo le terme originarie in stile liberty disegnate dall'architetto Garibaldi Burba, delle quali resta lo scenografico ingresso.

Grand-Hotel Teatro Casinò di Piazza dell'Olmo

Edificio Liberty progettato dall'Arch. Giovan Battista giovenale nel 1906 ed inaugurato nel 1911 situato a Piazza Trento e Trieste (già Piazza dell'Olmo). Luogo del cuore FAI 2017. Voluto dall'Ing. Celestino Carlini fu acquistato dalla Società Grandi Alberghi e abbandonato prima della seconda guerra mondiale e nel 1964 riacquistato dal Comune . Attualmente è ospita il Teatro con un salone delle esposizioni e una scuola alberghiera.

Palazzo della Fonte

Edificio in stile liberty edificato nei primi anni del 900 (inaugurato nel 1913) su progetto degli Architetti Garibaldi Burba e Giovanni Battista Giovenale con decorazioni ed affreschi del Galimberti. Realizzato su una verde collina di circa otto ettari è stato in passato uno dei migliori hotel d'Europa ospitando personaggi importanti ed il re d'Italia.

TERME di SUIO

Le terme di Suio sono le antiche Aquae Vescinae, citate anche da Plinio e Lucano, molto frequentate soprattutto durante il periodo dell'Impero Romano. Testimonianza dei fasti dell'epoca è, ad esempio, la cosiddetta "vasca di Nerone", piscina Duratorre in località Sant'Antonio, in cui fu rinvenuta una sedia balneare di porfido. Sembra accertato l'utilizzo di tali acque termali anche in epoca pre-romana. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidentel'uso delle acque termali si è ristretto via via alla sola popolazione locale. Dopo la seconda guerra mondiale è stata lanciata la località nel settore turismo grazie alla costruzione di stabilimenti balneari e strutture accessorie.

Dalle numerose ed eterogenee sorgenti, in una fascia tra il crinale aurunco ed il fiume Garigliano, sgorgano acque ipertermali (39-63 °C) a varie concentrazioni sulfuree, con presenze bicarbonato-alcalino-terroso-calciche; vengono impiegate a scopo terapeutico, ma anche estetico-rilassante, per bagni, fanghi, inalazioni, irrigazioni ed insufflazioni per curare malattie respiratorie, otorinolaringoiatriche, artrosiche, cutanee e ginecologiche. Le acque, a diversi gradi di concentrazione di minerali, vengono anche commercializzate in bottiglia come acqua da pasto.

Il territorio offre strutture sportive e ricreative a carattere naturalistico e culturale; in un raggio di pochi chilometri si trovano siti archeologici (come il comprensorio di Minturnae), borghi medioevali (in particolare lo stesso castello di Suio e quello di Castelforte), l'ippodromo del Garigliano (comune limitrofo di Santi Cosma e Damiano) e le spiagge (comune limitrofo di Minturno).



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